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Settore energetico

 

Settore energetico

 

PETROLIO
Il settore degli idrocarburi, strategico per il Paese ed i cui introiti rappresentano oltre il 90% delle entrate del bilancio e circa il 65% del PIL, ha iniziato a beneficiare degli effetti dei contratti conclusi con le "majors” internazionali per lo sfruttamento di alcuni fra i maggiori giacimenti iracheni (e mondiali).

Secondo l'Iraqi Energy Outlook pubblicato dalla International Energy Agency (IEA), l'Iraq è il quinto Pese al mondo per riserve di petrolio, il tredicesimo per riserve di gas naturale e vanta ancora importanti margini per scoperte di nuovi giacimenti, poichè alcune aree sono ancora del tutto inesplorate o non esplorate in modo approfondito.

Nonostante le grandi risorse persistono tuttavia limiti infrastrutturali all’estrazione ed all’esportazione del greggio nonché la mancanza delle necessarie tecnologie, per le quali l’Iraq deve rivolgersi all'esterno, alla ricerca dell'alta professionalità e del know how delle grandi industrie specializzate nel settore, sia per l'estrazione che per la fornitura di componentistica.

L’Iraq, e nello specifico, il Ministro del Petrolio Abdelkarim Al-Luaybi, ha avuto la Presidenza dell’OPEC per l’anno 2012.


GAS
L’Iraq dispone di ingenti riserve di gas, particolarmente nel sud, che lo collocano al tredicesimo posto della classifica mondiale e posizionando il Paese tra i primi cinque produttori al mondo.

Il contratto tra Shell, la giapponese Mitsubishi e la South Gas Company del Ministero del Petrolio consentirà lo sfruttamento venticinquennale dei gas associati dei campi della provincia di Bassora, attualmente bruciati nell’atmosfera, per finalità essenzialmente di produzione elettrica, anche per rispondere alla largamente insufficiente fornitura di energia elettrica del paese (nella capitale, il servizio di fornitura di elettricità è erogato alle utenze domestiche per non più di tre o quattro ore nell'arco della giornata).

Nei piani del Governo vi è inoltre la costruzione di un importante gasdotto che dovrebbe essere destinato in primo luogo ad uso interno, per il consumo iracheno che negli ultimi trent'anni, secondo le stime della International Energy Agency (IEA) è quadruplicato.


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