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La cooperazione Italia-Iraq: un esempio di relazioni bilaterali di successo

 

La cooperazione Italia-Iraq: un esempio di relazioni bilaterali di successo

La cooperazione tra Italia e Iraq continua ad essere un esempio di ottime relazioni bilaterali e si conferma essere un rapporto di collaborazione in grado di investire diversi settori. In generale, la cooperazione fra i due paesi si articola in tre ambiti principali: quello umanitario; quello legato alla sicurezza; e, infine, nel settore relativo alla protezione dei siti e dei beni archeologici e artistici. L’obiettivo degli interventi guidati dall’Italia nei diversi settori e’ quello di ricostruire un Iraq capace di amministrare efficacemente le sue incredibili ricchezze storiche, garantire un elevato grado di sicurezza alla sua popolazione e di diventare un terreno fertile per futuri investimenti e collaborazioni economiche. La crisi umanitaria, politica, economica e il confronto costante il sedicente Stato Islamico fanno dell’Iraq un paese profondamente in difficolta’. L’Italia, impegnata gia’ da lungo tempo nel settore della cooperazione specie in ambito di tutela e gestione del patrimonio archeologico e museale, da ormai tre anni, in coincidenza con l’emergere della crisi umanitaria, cerca con i suoi progetti di cooperazione di contribuire a risollevare le sorti del paese.

Per quanto concerne le attivita’ in ambito umanitario, solo nel 2015 l’Italia ha contribuito con piu’ di otto milioni di euro per finanziare programmi per affrontare la crisi umanitaria che ha colpito e sta colpendo la regione autonoma del Kurdistan iracheno. I consistenti fondi sono serviti non solo per arginare le emergenze piu’ urgenti ma anche per finanziare il settore sanitario e per intervenire nel settore dell’educazione. Alcuni di questi programmi sono stati implementati da quattro organizzazioni non governative molto attive, tra cui: Un Ponte Per; Intersos; AISPO; Terres des Hommes. Nel 2016, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si e’ impegnato ulteriormente garantendo a tali associazioni altri fondi per un totale di un milione e mezzo di euro. Inoltre, l’Italia ha contribuito con le proprie donazioni a finanziare numerosi progetti delle principali agenzie delle Nazioni Unite che operano in Iraq (UNICEF, UNHCR, WFP) per garantire supporto psicologico e assistenza materiale a tutte le minoranze etniche e religiose che, con l’avvento dello Stato Islamico, sono in estremo pericolo di sopravvivenza.

Nel settore della sicurezza, attraverso la missione della Task Force dei Carabinieri, l’Italia sta attivamente ed efficacemente contribuendo all’addestramento del personale militare locale, che viene formato in diversi ambiti: dalle strategie di disinnesco degli ordigni non esplosi alle tecniche di protezione dei civili in caso di esplosioni o interventi di cecchini. In questo senso, le attivita’ dei Carabinieri si stanno rivelando di fondamentale importanza per accrescere il livello di sicurezza della popolazione civile e per equipaggiare le forze di polizia in loco con mezzi efficaci per affrontare qualsiasi tipo di minaccia.

Un ulteriore ambito di intervento dell’Italia in Iraq coinvolge la protezione dei siti e dei beni archeologici. E’ ormai cosa nota che la narrativa del sedicente Stato Islamico e’ concentrata sulla completa distruzione della storia e della cultura irachena. In questo senso, l’enorme ricchezza storica dell’Iraq risulta essere fortemente a rischio e per evitare che il mondo perda interi siti archeologici, l’Italia in collaborazione con le autorita’ irachene ha investito risorse e uomini affinche’ l’eredita’ storica dell’Iraq venga non solo protetta ma anche rivalutata, valorizzata e ben amministrata. L’Italia ha investito oltre tredici milioni di euro nel settore della collaborazione museale, a seguito del saccheggio del Museo di Baghdad nel 2003. Nel nuovo contesto legato all’emergenza culturale generata dall’avvento di ISIS, il Governo italiano ha reso disponibili consistenti finanziamenti, pari a circa trecento mila euro, per implementare, in collaborazione con l’UNESCO, un programma di monitoraggio satellitare delle aree archeologiche sotto il controllo di Da’esh. Non solo. La stessa Task Force dei Carabinieri ha avviato un fruttuoso programma di addestramento legato alla salvaguardia dell’eredita’ archeologica. Infine, le missioni archeologiche italiane che lavorano costantemente in Iraq continuano a trasferire il proprio know-how sul recupero e il restauro dei reperti alle persone del posto, sperando che queste ne facciano un uso proficuo di cui tutti, gli iracheni in primis, potranno beneficiare, sia in termini di preservazione della propria storia e cultura, sia in termini di amministrazione di una ricchezza senza pari, che potrebbe rappresentare una fonte di guadagno consistente.


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