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Cooperazione allo sviluppo

 

Cooperazione allo sviluppo


Le Attività di Cooperazione dal 2003:

L’Italia è tra i maggiori contributori alla ricostruzione dell’Iraq tramite fondi gestiti fino al 2008 dalla Direzione Generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente-Task Force Iraq e poi dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del Ministero degli Affari Esteri. Agli interventi a dono del Ministero degli Esteri si sommano anche i fondi, anch’essi sotto forma di dono, di altri Ministeri italiani, tra cui quello dell’Ambiente e quello per i Beni e le Attività Culturali (si veda la sezione Cooperazione culturale e formazione).

Dal 2003 ad oggi
l’impegno per l’Iraq con attività a dono ammonta a circa 360 milioni di Euro, a cui si aggiunge una linea di credito d’aiuto per complessivi 400 milioni di Euro, prevista dal Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione tra Italia e Iraq. Una prima parte del credito (100 milioni di Euro) e' impiegata per lo sviluppo dell’agricoltura e del collegato settore dell'irrigazione.

L’Italia ha inoltre cancellato 2.4 miliardi di Euro del debito iracheno, il maggiore importo tra i Paesi dell’UE dopo la Francia.

Per quanto riguarda il canale multilaterale, la Cooperazione italiana, dopo la guerra del 2003, ha effettuato numerosi interventi di emergenza attraverso organizzazioni internazionali quali il Comitato Internazionale della Croce Rossa per attività in favore dei rifugiati e delle vittime di violenze, l’Organizzazione Mondiale della Sanità per interventi di emergenza sanitaria e campagne di prevenzione di malattie infettive, l’UNICEF per assistenza alle fasce piu’ vulnerabili della popolazione, il Programma Alimentare Mondiale per il sostegno alla alimentazione degli sfollati interni e dei rifugiati nei Paesi vicini, la FAO per programmi sulla sicurezza alimentare, l’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale iracheno (per attività di carattere bilaterale in questo campo si veda la sezione Cooperazione culturale e formazione), UNMAS (United Nations Mine Action Service) per lo sminamento del territorio, UNDESA per attività di "capacity building" in favore del centro di ricerca e della biblioteca del Parlamento iracheno.

L’Italia è stata tra i maggiori contributori dell’International Reconstruction Fund Facility for Iraq (IRFFI), fondo multilaterale gestito da Banca Mondiale e Nazioni Unite, del quale dal marzo 2007 al febbraio 2009 ha avuto la Presidenza del Comitato Donatori.

Tra i progetti realizzati con contributi italiani si ricordano quelli in favore dello sviluppo del settore agro-industriale e della piccola e media impresa affidati all’UNIDO, la quale conduce anche la predisposizione di un master plan nazionale per le zone industriali. Alla FAO sono stati affidati programmi nei settori dell’agricoltura, in particolare per campagne di immunizzazione delle colture, e della gestione delle risorse idriche per l’agricoltura, consistenti, in particolare, nella ristrutturazione di stazioni di pompaggio in diverse Province del Paese e nella formazione di personale specializzato. L’Italia ha inoltre contribuito a programmi di assistenza elettorale in occasione del referendum costituzionale e delle elezioni politiche del 2005.

Il nostro Paese ha risposto ai successivi appelli lanciati nel 2007, nel 2008 e nel 2009 dall’UNHCR e dall’UNICEF per interventi di assistenza umanitaria in favore degli sfollati interni e dei rifugiati nei Paesi vicini per un ammontare complessivo di circa 10 milioni di Euro, con particolare attenzione, oltre che alle aeree interne in cui maggiore e' l'afflusso degli sfollati, alla situazione in Giordania e in Siria, ove è concentrata la maggior parte dei rifugiati. L’UNIDO ha condotto anche programmi volti a favorire la creazione di opportunità di lavoro per i “returnees”, coloro che rientrano in patria.

L’Italia ha proseguito inoltre il proprio impegno in favore del Comitato Internazionale della Croce Rossa, che ha condotto in Iraq una delle sue maggiori operazioni di carattere umanitario in favore della popolazione. L’azione della Croce Rossa ha previsto interventi presso strutture ospedaliere e sanitarie, prevenzione delle malattie infettive, controllo della qualità delle acque chiare e azioni di pronto soccorso.

Dopo gli eventi del 2003 l’Italia è stata immediatamente attiva anche sul piano bilaterale, con interventi di carattere umanitario per la fornitura di beni di prima necessità in favore delle fasce piu’ deboli della popolazione. Sul piano sanitario la Croce Rossa Italiana ha allestito e gestito nel 2003 un ospedale da campo in Baghdad ove personale medico italiano ha effettuato interventi di pronto soccorso, chirurgia e altri trattamenti verso migliaia di pazienti. Medici e altro personale della Croce Rossa hanno operato presso il Medical City Centre di Baghdad sino ad oltre la metà del 2005. Fino al 2008 la “Fondazione Istituto Mediterraneo per l’Infanzia - MedChild Istitute” ha condotto un programma per la cura in Italia di bambini affetti da malattie ematiche e cardiopatiche, per la formazione di medici specialisti e per l’attivazione di centri di diagnostica cardiologia pediatrica nella Regione del Kurdistan iracheno. Attività di telemedicina a favore dell’Ospedale pediatrico di Baghdad sono state curate dalla ONG “Intersos” con il concorso dell’Università “La Sapienza” di Roma su casi principalmente di onco-ematologia pediatrica. Un centro sanitario è stato progettato e realizzato nelle aree umide del Sud del Paese (Marshlands) da parte della “Sudgest”. Sono state inoltre condotte attività di formazione anche di tipo manageriale dalla ONG “Voci di Popoli del Mondo” ed è stato realizzato nel Dhi Qar un progetto per la cura di giovani pazienti affetti da labiopalatoschisi e da traumi da ustioni condotto da “Smile Train Italia”.

Sono stati altresì organizzati in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Criminali di Siracusa seminari, anche in Iraq, ed altre attività sulla riforma della Giustizia, cui hanno contribuito alti esponenti della magistratura irachena, parlamentari, rappresentanti del Governo ed esperti internazionali. Oltre 80 funzionari iracheni hanno beneficiato di attività di formazione nel settore dei diritti umani, organizzate in Italia in collaborazione con l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di San Remo.

Da ultimo, l'Italia ha assistito e continua ad assistere le competenti autorita' irachene nel recupero delle aree umide del Sud del Paese (Marshlands) con finanziamenti del Ministero dell'Ambiente (progetto "New Eden") e della DGCS (in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Agricola e Forestale dell'Universita' di Firenze). E' stato realizzato un "Master Plan" per la loro completa riabilitazione e sono stati compiuti interventi volti a favorirne il ripopolamento e la ripresa di attivita' sociali, agricole e commerciali.



LA COOPERAZIONE ITALIANA
NEL 2012

Nel 2012, per la promozione del settore privato e lo sviluppo di partnership economiche tra Italia e Iraq è stato organizzato presso Confapi PMI Modena un incontro con le istituzioni e le aziende associate, con l'obiettivo di instaurare un rapporto diretto con un territorio, quale quello iracheno, che offre notevoli opportunità, grazie anche alle politiche messe in campo con l'apertura di linee di credito. L'occasione ha permesso alle aziende presenti di confrontarsi direttamente, di conoscere gli aggiornamenti delle commesse in corso e di scambiare i contatti con i numerosi imprenditori iracheni che hanno partecipato all'incontro, per poter concretamente sviluppare delle collaborazioni.

A distanza di due mesi, si è svolto a Roma, presso la Farnesina, il primo “Iraq Trade and Investment Forum”, realizzato da UNIDO in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri . Il Forum, che ha avuto un riscontro molto positivo, è stata l’occasione per presentare le opportunità di investimento in Iraq alle imprese italiane. All’evento hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni e delle imprese dei due Paesi. L’incontro ha costituito un momento di approfondimento e riflessione sulle opportunità offerte negli scambi tra Italia e Iraq ed è stato seguito da una sessione B2B tra i rappresentanti delle varie aziende irachene e italiane coinvolte.

L’impegno della Cooperazione italiana nel 2012 si è inoltre confermato di primo piano nel settore della conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, con interventi in importanti siti e musei iracheni oltre che con attività di formazione del relativo personale (si considerino in tale prospettiva i possibili ritorni per la lotta alla povertà grazie alla promozione del turismo, in linea con quanto segnalato dal Governo iracheno). Sul canale bilaterale sono stati finanziati nuovi programmi di cooperazione archeologica e culturale a favore del CRAST di Torino, dell’Università di Udine, dell’Università La Sapienza di Roma e del Comune di Firenze, insieme ad un programma del MiBAC finanziato dal MAE. Peraltro, proprio alla luce dell’importanza attribuita dall’Iraq al recupero e alla salvaguardia dell’inestimabile patrimonio culturale del Paese, la DGCS ha deciso di partecipare anche ad un importante evento italiano, per valorizzare il lavoro svolto in Iraq. Il MAE e la Cooperazione Italiana (DGCS - Task Force Iraq) hanno infatti partecipato alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico con uno stand dedicato alle iniziative e progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale iracheno. In occasione della XV edizione dell’evento, è stata data particolare visibilità alla presentazione della mostra fotografica “Amico Iraq: artisti iracheni per la cooperazione italiana”, in occasione della quale l’Ambasciatore iracheno, S.E. Saywan Barzani, ha ribadito il suo vivo apprezzamento alle numerose iniziative di cooperazione realizzate in Iraq, quale esempio del rapporto amichevole fra i due Paesi e testimonianza concreta delle intense relazioni bilaterali che contraddistinguono Italia e Iraq.

S
ono stati inoltre realizzati due corsi di formazione che hanno riscosso notevole successo e hanno ricevuto un grande apprezzamento da parte delle autorità irachene. Il primo è stato realizzato in collaborazione con l’Autorità Portuale di La Spezia  e ha consentito di formare figure manageriali e di livello tecnico (esperti in gestione portuale ed esperti in ingegneria portuale) per la gestione del nuovo Porto di Al Faw, nel sud del Paese. Il secondo è invece un master biennale per 15 ingegneri  iracheni neolaureati nel settore aeronautico e aerospaziale. Il master è realizzato in collaborazione con l’università “La Sapienza” di Roma.



LA COOPERAZIONE ITALIANA NEL 2013

L’Iraq si conferma Paese prioritario per la cooperazione italiana nel 2013.

Oltre alla prosecuzione delle iniziative ancora in corso, sia sul canale bilaterale che sul multilaterale, nuove attività saranno avviate nei settori tradizionali d’intervento, in particolare per il recupero del patrimonio culturale, il rafforzamento del settore sanitario, la promozione dei diritti umani attraverso corsi di formazione per alti funzionari iracheni, la promozione dell’acceso universale all’istruzione. L’Italia intende contribuire a fronteggiare l’emergenza dei rifugiati siriani ospitati nei campi profughi delle province irachene nord-occidentali. Per il 2013 è previsto inoltre un importante finanziamento alle attività dell’UNICEF che realizzerà, tra l’altro, una campagna per la lotta alla pratica delle mutilazioni genitali femminili (MGF). 



                                                                               
 
 

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