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A un mese dall'inizio della campagna militare di liberazione del territorio iracheno, l'esito delle operazioni delle Forze di Sicurezza Irachene, supportate dalla Coalizione internazionale anti Dae'sh, è ancora incerto.

Data:

27/08/2015


A un mese dall'inizio della campagna militare di liberazione del territorio iracheno, l'esito delle operazioni delle Forze di Sicurezza Irachene, supportate dalla Coalizione internazionale anti Dae'sh, è ancora incerto.

L’inizio di agosto aveva visto consolidarsi le posizioni delle Forze di Sicurezza Irachene (ISF) intorno alla città di Ramadi, dopo il lancio della campagna di liberazione dell’Anbar a metà luglio e la conquista dell’area sud-occidentale di Ramadi, dove ha sede l’università di Anbar, a fine dello stesso mese. Grazie ai bombardamenti aerei delle postazioni dei terroristi, l’ISF è riuscita a prendere il controllo della zona della Stazione ferroviaria nel sud-est di Ramadi, continuando le operazioni di liberazione dei quartieri settentrionali e orientali: questo costituisce il passo in avanti più significativo dopo l’inizio delle operazioni.

Tuttavia, dalla metà di agosto, le operazioni che sembravano dover portare all’imminente ingresso delle forze irachene in città hanno subito un rallentamento a fronte di un cambio di tattica militare da parte dell’ISIS che ha notevolmente aumentato il ricorso a tecniche di guerra asimmetrica, con il largo utilizzo di auto-bombe (Suicide Vehicle-Borne Improvised Explosive Device – SVBIED) e di ordigni esplosivi improvvisati (IED). Tale azione si è estesa su buona parte del territorio iracheno, interessando in particolare il distretto di Baiji, Samarra, il distretto del Diyala e la capitale Baghdad. Qui, il 13 agosto, Daesh ha fatto detonare un camion-bomba nel mercato principale del quartiere di Sadr City, uccidendo 76 persone e ferendone circa 200. Si tratta del più grave attentato nella capitale dal 2006-2007.

L’escalation di attentati è certamente da ricondurre al tentativo dell’ISIS di impegnare le forze irachene su più fronti, obbligandole a riprendere il controllo su aree che sembravano essere state messe in sicurezza, con un maggiore dispendio di uomini e mezzi, mentre sembra rimanere inalterata la capacità operativa delle forze del “Califfato”.

Le controverse operazioni dell’esercito turco contro le postazioni dei guerriglieri del PKK, che avevano portato alla morte di una decina di civili, sono valse la condanna da parte della Lega Araba, dopo che il Primo Ministro Abadi aveva invitato Erdogan a rispettare la sovranità nazionale e i buoni rapporti di vicinato tra i due Paesi. Questo non ha però impedito al Governo turco di continuare, durante il mese di agosto, i bombardamenti contro il PKK sia sul territorio turco che su quello iracheno, in risposta all’escalation di attacchi contro le forze di sicurezza turche.

Sul fronte delle operazioni contro Daesh, la Turchia si appresta a lanciare un’offensiva aerea di vasta portata in collaborazione con gli Stati Uniti sul territorio siriano, mentre è in discussione l’estensione del mandato parlamentare al Governo turco, in scadenza il prossimo 2 ottobre, che autorizza l’uso della forza armata in Siria e Iraq e il permesso di transito sul proprio territorio delle forze della Coalizione anti-Daesh, incluso l’utilizzo della base aerea di Incirlik.


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