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Visita del Primo Ministro della Repubblica dell’Iraq Haider al-Abadi a Roma.

Data:

17/02/2010


Visita del Primo Ministro della Repubblica dell’Iraq Haider al-Abadi a Roma.

10.02.2016

Visita del Primo Ministro della Repubblica dell’Iraq Haider al-Abadi a Roma.

Si e’ svolta martedi’ 10 febbraio la visita in Italia del Primo Ministro iracheno Haider al-Abadi, che ha incontrato il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Numerose le questioni affrontate durante l’incontro a Palazzo Chigi – dalla sicurezza all’economia, dalla cooperazione allo sviluppo alla cultura – al fine di rafforzare ancor di piu’ le solide relazioni bilaterali tra i due Paesi.

In merito ai prossimi lavori di consolidamento della diga di Mosul, recentemente assegnati alla societa’ italiana Trevi, leader mondiale nel settore, il Presidente del Consiglio ha ribadito che i due governi collaboreranno insieme per la sicurezza dell’area in chiave difensiva: “Ne avevamo gia’ parlato con Obama e siamo convinti di poter fare un ottimo lavoro con gli amici del governo iracheno in logica di totale condivisione e collaborazione”. Parole queste cui fanno eco quelle del Primo Ministro Abadi che ha ricordato come tali lavori siano di vitale importanza, in quanto la diga rappresenta la “fonte di acqua per tutti gli iracheni”.

Il Presidente Renzi ha inoltre sottolineato come l’Italia sia uno Paesi più impegnati nella Coalizione Internazionale contro il sedicente Stato Islamico, con oltre 700 uomini delle nostre Forze Armate. “Per numero e qualitá siamo tra i piú presenti e ringrazio in particolar modo i Carabinieri che hanno fatto e stanno facendo addestramento delle forze di polizia irachene". Peraltro, proprio in questi giorni, e’ stato ricordato, è in corso il passaggio di consegna a Ramadi tra le forze armate irachene e le unita’ della polizia irachena, molte delle quali addestrate dai nostri Carabineri: “questo ci rende molto fiduciosi della loro capacita’ di riuscire ad affrontare la nuova fase”.

"I terroristi senza scrupoli … devono sapere che perderanno la loro battaglia”, ha proseguito nel corso della conferenza stampa. “L'Iraq e con l'Iraq tutta la comunita’ internazionale vincera’ questa sfida, non solo attraverso la Coalizione internazionale ma anche attraverso il lavoro delle nostre comunita’ culturali, economiche e diplomatiche". Ed infatti l’impegno italiano non si limita solo allo strumento militare ma comprende gli aiuti umanitari ai 3 milioni di sfollati nel Paese, progetti di cooperazione allo sviluppo e di tutela dello straordinario patrimonio artistico e culturale dell’Iraq che, non va dimenticato, è la culla della civiltà umana ed ha un ruolo cruciale per la stabilità dell'intera regione del Medio Oriente. E’ per tale ragione che "ogni sforzo che vada nella direzione di assicurare stabilità e prosperità all'Iraq non è soltanto un investimento per il futuro, ma anche un tributo a un passato straordinario".

Il Premier Abadi ha, dunque, espresso il suo vivo ringraziamento per il costante supporto italiano nella lotta contro Da’esh e le sfide globali poste dal terrorismo, sottolineando in particolar modo l’importanza dell’addestramento italiano alle forze di polizia irachene che stanno, e dovranno, svolgere un delicato e quanto mai vitale ruolo al fine di favorire la stabilizzazione delle aree liberate dal controllo dei miliziani. “Entro la fine dell'anno vogliamo porre fine alla presenza di Daesh in Iraq”, ha affermato Abadi, ricordando i continui progressi sul campo.

Nell’incontro si e’ inoltre affrontata la spinosa situazione economica che vede l’Iraq in sofferenza soprattutto a causa del basso prezzo del petrolio che ha ripercussioni fortemente negative sul PIL del Paese. “Abbiamo convenuto”, ha affermato il Presidente Renzi, “che il G7, il G20 e la comunita’ internazionale diano attenzione a paesi come l'Iraq”, aggiungendo che verranno anche vagliate ipotesi di coinvolgimento degli stessi operatori economici italiani. Il Primo Ministro Abadi ha, dal canto suo, manifestato la volonta’ di rafforzare gli investimenti esteri ed il sostegno internazionale, essenziali per garantire la stabilita’ e favorire un progressivo ritorno dei profughi.


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